Gnome Boxes

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gnome_boxesNel precedente post è stato visto come gestire macchine virtuali tramite il Virtual Machine Manager come alternativa a software di terze parti come Virtualbox o vmware.
Un’altra applicazione open source che sfrutta la funzionalità di virtualizzazione nativa del kernel linux è Gnome Boxes.
Come dice il nome stesso questa applicazione è stata sviluppata dalla comunità gnome e si integra quindi perfettamente con l’ambiente desktop gnome 3 presente su una qualsiasi distribuzione linux.
Il pacchetto di installazione è presente nei repository ufficiali ed è quindi installabile tramite il packet manager della distribuzione utilizzata.
Boxes utilizza QEMU, che si avvale del modulo kernel KVM per l’accelerazione hardware e lo sfruttamento delle estensioni delle cpu dedicate alla virtualizzazione (Intel VT-x o AMD-V).
Ecco l’elenco delle caratteristiche:

  • View, access, and use:
    • remote machines
    • remote virtual machines
    • local virtual machines
    • When technology permits, set up access for applications on local virtual machines
  • View, access, and use virtual machines on removable media
  • View, access, and use shared connection / machines
  • Share connections
  • Upload / publish virtual machines
  • Select favorites
  • Search for connections

Pacchetti richiesti:

  • Build-time:
    • libvirt-glib
    • qemu
    • libosinfo
    • gudev
    • vala (not if building from release tarballs)
    • gtk+
    • clutter-gtk
  • Run-time:
    • shared-mime-info

Una volta installato il pacchetto viene inserito nel menu sotto applicazioni di sistema:

boxes00

boxes01
Per creare una nuova macchina virtuale basta cliccare sul tasto “new”:

boxes02

È possibile scegliere il file ISO da cui si desidera fare il boot (le iso che si trovano nella cartella Download vengono inventariate automaticamente), scegliere una directory diversa oppure inserire un indirizzo web (URL) dove scaricare direttamente il file iso.
Boxes rileva automaticamente il sistema operativo contenuto nel file iso e propone di default il setup raccomandato.
Nell’esempio che segue da una macchina fisica Ubuntu si vuole creare una macchina virtuale Debian 8 e successivamente modificare l’hardware tramite il tasto “customize”:

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Le opzioni hardware sono minimali in quanto permettono di selezionare solo la quantità di Ram e lo spazio disco, ma non vi sono opzioni per configurare le virtual cpu, schede di rete o hardware aggiuntivo.

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Il protocollo utilizzato per la remote console è Spice sia per l’esecuzione sul computer locale o su altri sistemi raggiungibili via rete.

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E infine tramite il tasto “create” si avvia l’installazione della vm:

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Viene avviata l’installazione della vm:

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l’installazione è terminata e viene avviato Debian 8:

09

Anche se non non comprende funzionalità avanzate, come invece dispongono sia Virt-Manager che VirualBox, Boxes fa egregiamente il suo mestiere e le prestazioni in termini di risposta sono impressionanti con singole macchine virtuali, disponendo ovviamente di hardware adatto, ma c’è un degrado delle prestazioni eseguendo più macchine virtuali contemporaneamente.
Concludendo Boxes non può essere confrontato a VirtualBox e VMWare, ma è uno strumento che vale assolutamente la pena utilizzare per la sua facilità d’uso ed è perfetto per creare velocemente macchine virtuali  di test o per visionare e provare sistemi guest linux o windows sopratutto per chi non ha esperienza con questo genere di software.

IZ

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